Molti software pensati per vecchi sistemi (ad esempio Windows XP) funzionano ancora bene per i rispettivi proprietari, ma i vecchi sistemi non garantiscono più sicurezza e le vecchie macchine su cui girano sono a rischio guasto. Qui di seguito un caso risolto con soddisfazione.

Il caso che intendiamo proporre oggi è quello di uno studio dentistico, ma si può applicare ad ogni settore merceologico nel quale vi sia l’opportunità di virtualizzare un vecchio software senza rinunciare al valore dell’investimento fatto e, soprattutto, senza dover spendere ulteriore denaro per l’acquisto di un nuovo software che si riveli da un lato di difficile apprendimento e, dall’altro, non perfettamente adeguato alle esigenze di business.

Il nostro dentista, molto affezionato al gestionale Method 3.0 prodotto dalla Anthos che usa per il suo studio, tempo fa è stato contattato dal servizio commerciale della casa produttrice, la quale affermava che il prodotto sarebbe stato abbandonato in favore della nuova versione, sia perché XP (sul quale gira la versione 3.0) non è più supportato dalla Microsoft ben da aprile 2014 (con tutte le problematiche di sicurezza che ciò comporta), sia perché la casa aveva prodotto (ovviamente a pagamento) la nuova versione 4.0, con un’interfaccia utente completamente stravolta.

Il dentista, che lavorava speditamente e con facilità sulla versione 3.0, dopo aver visto in studio una dimostrazione della versione 4.0 ci ha chiamati (con tono abbastanza preoccupato), chiedendoci cosa poter fare per continuare a lavorare su quel prodotto ma, al contempo, rimanere sicuro. Inoltre, ad aggiungere un’ulteriore grado di complicazione, si prospettava l’apertura di una sede distaccata,nella quale sarebbe stato necessario “replicare” il pacchetto software di cui sopra, il quale non è un applicativo client/server ma stand-alone, cioè i dati e l’interfaccia utente risiedono tutti sulla stessa macchina che può effettuare un accesso alla volta!

Va inoltre detto che l’applicativo stesso consente il salvataggio di dati su chiavetta USB o supporti esterni con finalità di backup e che era ovviamente necessario conservare questa importante funzionalità.

Ciliegina sulla torta, questo software, per funzionare, è dotato di una chiave hardware (in formato USB) che deve essere trovata dal sistema e letta da un apposito driver che comunica col programma affinché questo possa funzionare. Per fortuna il dentista era in possesso di due chiavi, oro, poiché la casa madre, ovviamente, non ne rilasciava più per la vecchia versione del software…

Abbiamo spiegato al cliente che:

  • bisognava sganciarsi dalla macchina fisica su cui era installato l’applicativo per poterlo virtualizzare all’interno di un sistema più moderno e sicuro e non esposto a guasti derivanti dall’età
  • una volta virtualizzata la piattaforma del gestionale era possibile replicarla ed eseguirne il backup a piacere
  • era possibile associare le chiavi hardware all’applicazione virtualizzata in modo trasparente all’applicazione

Il cliente, all’inizio con diffidenza (per lui il precedente cambio di di computer su cui girava l’applicativo era stato una vera e propria avventura), ha comunque riconosciuto la correttezza del ragionamento proposto.

Abbiamo quindi approntato un apposito piccolo server con installato un hypervisor VirtualBox (www.virtualbox.org) sopra il sistema operativo, in modo tale da renderne possibile la manualità all’operatore. Sull’hypervisor è stato reinstallato WIndows XP ed, in seguito, il software applicativo, in modo tale da rendere possibile l’identificazione nativa della chiave hardware senza legami al vecchio hardware; infine abbiamo svolto un restore di tutti i dati dell’applicativo, che ha ripreso a funzionare normalmente. Sono stati inoltre abilitati i collegamenti diretti ai supporti USB esterni per il salvataggio dei dati.

Una volta svolto questo lavoro, è stato facile sia migrare l’installazione su un altro piccolo server per la sede distaccata, sia creare una procedura di backup dell’intera macchina virtuale, così da poter disporre non solo di una copia di riserva dei dati, ma anche di un’immagine pronta dell’intera VM da utilizzare in casi di disaster recovery!

Non c’è bisogno di dire che il cliente è rimasto molto soddisfatto ?

E tu? Sei nelle condizioni di quel dentista, bloccato in una situazione da cui uscire potrebbe costare molti sforzi e denaro, oltre che tempo prezioso? Contattaci e vedremo cos’è possibile fare per te!

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Virtualizzare un vecchio software da Windows XP per poterlo usare su Windows 10 o altre piattaforme
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Virtualizzare un vecchio software da Windows XP per poterlo usare su Windows 10 o altre piattaforme. Mantenere nel tempo il valore dell'investimento senza dover imparare nuovi software e spendere denaro per nuovi programmi magari difficili o non adeguati al lproprio modo di lavorare.
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